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ore 14:25
Garbatella
Sentenza del Tribunale dei deboli
Carta

SENTENZA FINALE: IL TRIBUNALE INTERNAZIONALE DEI DEBOLI
riunito in seduta plenaria alla Garbatella con
l'intervento di poeti, scienziati, antiartisti e del popolo tutto in occasione del Roma XI social
forum presso l'aula Columbus,Università Roma 3 (via delle 7 chiese n. 1001 d)
in merito alla guerra mossa dagli occidentali contro l'Afghanistan dopo l'attacco alle Torri gemelle di New York sentenzia:
L'art. 11 della Cost. afferma "L'Italia ripudia
la guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli e come mezzo di
risoluzione delle controversie internazionali".
Ripudia significa... che al nostro popolo la
guerra... fa schifo!
Precisamente ci sono due azioni ripudiate:
- la guerra di aggressione;
- la guerra per risolvere controversie tra stati.
Quanto al primo punto l'analogia con la legittima difesa è più che mai legittimo e si perdoni l'allitterazione. La legittima difesa è valida a discriminare i delitti quando la reazione
è proporzionata all'azione ed è immediata.
Nel nostro caso non c'è proporzione tra il male
che si è subito e quello che si arreca. Manca cioè la proporzione tra il vile attentato alle torri compiuto da una banda di criminali e l'attacco a un intero
popolo, quello afgano.
Inoltre la reazione alla strage americana non è
stata immediata ma meditata, preparata e poi sferrata. Ergo la legittima difesa non è invocabile perché non ne ricorrono i principi, passandosi con la reazione spropositata e dilatata nel tempo dalla
possibile ragione al sicuro torto.
Quanto alla controversia tra stati affinché essa
insorga è prima di tutto necessario appurare il punto su cui controvertere. Orbene, prove o non
prove, nessun giudice americano o di altro paese ha mai fatto il processo a Osama bin Laden attribuendogli la responsabilità specifica e non solo per simpatia dei fatti di New York.
In ogni caso la risoluzione della controversia era da demandarsi ad altri sistemi (intelligence, sanzioni economiche e produttive etc.) da
attuarsi con calma e metodo. Se c'era la possibilità di agire in quel modo, e c'era, bisognava adeguarsi perché questi sono i principi del nuovo mondo democratico che ripudia la giustizia sommaria dell'occhio per occhio...
dente per... un'intera dentiera.
Insomma la guerra è ammessa in una situazione
realmente agonica ma non si può andare ad attaccare un intero popolo perché nasconde terroristi.
E' come sconfiggere la mafia bombardando e massacrando la Sicilia e i siciliani.
Rispondere al terrorismo con una guerra che
uccide un solo bambino è rispondere a barbarie con barbarie è atto da altissimo medioevo.
Promettere di ridurre ai minimi i danni alla popolazione civile avversa è pura demagogia e non comporta nemmeno la concessione delle
attenuanti generiche.
D'altra parte l'art. 11 della Cost. porta avanti
un principio pacifista che lo Stato Italiano ha acquisito sulla scia di autorevoli precedenti come la Costituzione Francese del 1791. Noi stiamo ancora combattendo per la Rivoluzione Francese, qui, come soldati pacifici e disarmati, perché non vogliamo la guerra e i signori della guerra,
opponendo loro solo i nostri corpi, la nostra
fratellanza e la nostra intelligenza.
L'Italia con questo principio dell'art. 11 si è
definito "Stato pacifico" requisito fondamentale per entrare a far parte delle Nazioni unite che ammettono nel loro ambito solo gli stati "amanti
della pace". Bella pace!
Entrando in questa guerra per catturare i terroristi l'Italia ha tradito la costituzione; entrando in guerra gli occidentali - Nato o Non Nato(quanto ognuno di noi vorrebbe a tal punto non essere in questo
mondo mai...Nato) - hanno tradito la Carta ineluttabilmente pacifista delle Nazioni unite attaccando un intero popolo inerme per catturare una banda di masnadieri.
E tutto questo non trova alcuna giustificazione
né nella Legge Scritta degli Uomini Forti né nella Legge Non Scritta dei Fratelli Deboli del
Mondo;
visti i principi di Liberté, Egalité, Vivacité,
Fraternité, condanna attaccanti e terroristi a essere bruciati con l'incenso e le poesie sull'Altare della Pace Universale.
Così deciso in Roma il 17 novembre 2001
Albert Einstein: "Vi parlo della peggior specie delle creazioni: quella delle masse armate, del regime militare, che io odio. Provo un profondo disprezzo per colui che può, con piacere, marciare in ranghi dietro una musica: ha ricevuto il cervello per errore; un midollo spinale gli sarebbe stato più che sufficiente. Bisognerebbe far scomparire il più rapidamente possibile questa vergogna della civiltà."
(carta)